FRANCO FONTANA – Venezia – 15.02 > 18.05.2014

FULL COLOR

La prima grande retrospettiva a Venezia di Franco Fontana, oltre 130 fotografie che raccontano la sua lunghissima storia di fotografo conosciuto in tutto il mondo. La mostra, promossa dall’Istituto Veneto di Scienze, Lettere e Arti è curata da Denis Curti e prodotta da Civita Tre Venezie in collaborazione con Venezia Iniziative Culturali, Tre Oci, Grafica Veneta.

Colori accesi, brillanti, talmente vibranti da apparire irreali. Composizioni ritmate da linee e piani sovrapposti, geometrie costruite sulla luce. Paesaggi iperreali, più veri del vero, surreali, sospesi, spesso impossibili. Proporzioni ingannevoli in cui non c’è spazio per l’uomo. Figure umane svelate in negativo, sublimate in ombre lunghe. Presenza e assenza contemporaneamente. Corpi come paesaggi, e pianure e colline dai contorni antropomorfi.

Suddivisa in diverse sezioni tematiche, la mostra propone i paesaggi degli esordi (anni ’60) passando per le diverse ricerche dedicate ai paesaggi urbani, le piscine e il mare.

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Puglia 1987

[ Foto di Franco Fontana ]

Per me la fotografia non è ne un mestiere ne una professione,ma è la realtà della mia vita,dopo gli affetti della famiglia e dell’ amicizia. È quella scelta che mi dona la qualità della vita, perché la vivo con entusiasmo e creatività, esprimendomi per quello che penso,testimoniando come pretesto quello che vedo e ne sono. Fotografare è un atto di conoscenza: è possedere. Quello che si fotografa non sono immagini ma è una riproduzione di noi stessi, così come quando fotografo un paesaggio è il paesaggio che entra in me è si fa “l’autoritratto” per esistere al meglio autentificandosi perché esiste solamente quello che si fotografa. Il fotografo si dissolve nelle sue fotografie e diventa lui stesso la fotografia, e si annulla sempre davanti al soggetto che fotografa .La fotografia è ciò che facciamo di essa, è quello che fotografiamo non è quello che vediamo ma quello che siamo perché si scopre al mondo solamente quello che ci portiamo dentro, ma abbiamo bisogno del mondo per scoprirlo e testimoniarlo come vorremmo che fosse. Esiste nel fotografo quell’istinto che precede l’intuizione creativa per esprimere la sua fecondità e donare tutto se stesso in quel momento. Anche in fotografia l’attimo che illumina e concepisce quello che vede è come un colpo di fulmine. La creatività non illustra, non imita, ma interpreta diventando la ricerca della verità ideale.

Che cos’è la creatività? Come prima impressione la determinerei un presenza dell’intelligenza ,una nota distintiva della personalità fatta di invenzione,emozione,fantasia,versatilità,agilità , un pensiero avventuroso che fa a pezzi le regole,aperto a nuove esperienze,che cerca sempre nuove risposte interpretando il mondo che ci circonda che è fatto di persone,di paesaggi,di orizzonti,di cieli,di colore e di tante altre variopinte situazioni,testimoniando e interpretando in modo sconvolgente e differente da quel quotidiano ripetitivo che si conosce,assumendosi la responsabilità dei risultati perché la fotografia creativa non deve riprodurre ma interpretare rendendo visibile l’invisibile. Citando Otto Steiner : la creazione fotografica assoluta nel suo aspetto più libero rinuncia ad ogni riproduzioni della realtà. E perché il colore? Bisogna far capire che la creatività con l’aiuto del colore anche in fotografia non è sinonimo di creazione arbitraria, ma di un movimento che genera vita e non sofferenza con valenza positiva per tutti. Il colore è anche sensazione fisiologica,interpretazione psicologica emozionale,modo e mezzo di conoscenza ed è per questo fondamentale soprattutto nella fotografia . Come diceva Klee : il colore è il luogo dove l’universo e la mente si incontrano. La forma è la chiave dell’esistenza cerco di esprimerla in fotografia testimoniandola nello spazio in correlazione con le cose coinvolte in esso,che non è ciò che contiene la cosa ma ciò che emerge in relazione della cosa, che può essere un paesaggio, una persona, un albero, unʼ automobile, un ambiente, ecc ecc… E tutto ciò che ci circonda può venire ripreso per essere testimoniato con significato. Non si può conoscere l’essenza delle cose se si crede solamente che un fiore sia solo un fiore, che una nuvola sia solo una nuvola,che il mare sia solo il mare, un albero solo un albero o un paesaggio solo un paesaggio: vorrebbe dire che la conoscenza si limita alla superficie senza coscienza, senza capire la loro esistenza, nel loro contenuto,limitando la loro verità e identità. Le fonti dell’arte sono l’entusiasmo e l’ispirazione ,in una parola la vitalità e una parte importante è l’immaginazione ; quelli che non immaginano amputano la parte creativa del pensiero, perché è più facile ragionare razionalmente che immaginare e creare,ma è solo immaginando che si può fare il giro del mondo in un giorno invece che i ottanta giorni. Quelli ancorati al ragionamento sentono le vertigini davanti al cambiamento,eppure bisogna cambiare sempre per rimanere quello che si è così come fa e insegna la natura.

[ di Franco Fontana ]

 

 

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