Martin Munkacsi

(Kolozsvar, 18 maggio1896 – New York City 14 luglio 1963)

Introduzione

MM pur essendo stato in vita un fotografo famoso è oggi quasi del tutto sconosciuto. È stato in grado di sedurre, con il suo lavoro due mostri sacri della storia della Fotografia: Henri Cartier-Bresson e Richard Avedon. Il primo deciderà definitivamente di dedicarsi alla fotografia dopo aver visto una sua foto, l’altro rimarrà conquistato dal modo rivoluzionario che ha di creare le foto di moda.

mm

Infanzia e studi scolastici

Marton, questo il nome alla nascita di MM, nasce il 18 maggio del 1896 in un piccolo paese dell’attuale Ungheria,Kolozsvar1, da una famiglia ebrea che ha cambiato nome da Mermelstein in Muncaksi per evitare discriminazioni razziste2. È il quarto di dieci fratelli e il padre Lipot fa il pittore, il decoratore e il mago dilettante, ma purtroppo è anche un forte bevitore e spesso picchia i figli.

L’infanzia di MM è molto povera, anche se poi, negli anni del successo americano, racconterà di aver avuto una vita agiata. Nel 1911 si trasferisce a Budapest e nel ’12 lascia la famiglia.

1912 – 1928 Budapest

Non è noto il motivo che lo ha spinto a lavorare per il giornale locale “Az Est” (che tradotto significa La Sera)[a]ma è probabile che sia stato a causa della sua passione per gli sport, in particolare per il calcio. All’inizio lavora come cronista, e poi, appresa la tecnica fotografica, anche come fotografo.

portiere

In quegli stessi anni apre anche uno studio fotografico a Budapest, come fotografo ritrattista.
Nel ’14 scoppia la grande guerra, MM riesce però ad evitare il servizio militare; nel 1917 sposa in prime nozze (si sposerà altre due volte) Maria, una donna non ebrea dalla quale avrà nel 1919 il primo figlio: Otto.
Gli anni di Budapest sono quelli in cui prende forma il suo stile.
Il giovane fotografo diviene noto a causa di un curioso episodio: nel 1923 era al seguito di alcuni atleti ungheresi in partenza per una gara in Finlandia; è su un tram e la sua attenzione viene attirata da un trambusto. Per la strada un vecchio sta litigando con un soldato. Senza fermarsi a riflettere MM scatta una foto. Al suo ritorno, dopo circa due mesi, viene a sapere che la vicenda si è conclusa tragicamente, con la morte del soldato e la condanna del vecchio a dieci anni per omicidio. Sviluppa la foto e vede che in realtà è il soldato che sta cercando di infilzare con la baionetta il vecchio. La foto era la prova che il vecchio aveva reagito per legittima difesa e grazie a quella viene scagionato. È lo stesso MM che racconta più volte l’episodio, colorandolo sempre di nuovi particolari, come ad esempio che il vecchio era ebreo. Il fatto gli consente comunque di ottenere una certa notorietà.

Nel 1924 il mensile “Fotografia Magiara” pubblica un suo articolo di sport. Le sue foto ne evidenziano la bravura tecnica, nel 1926 sposa in seconde nozze Gisella.
La rivista “Pesti Naplo” (il nome della rivista, tradotto è Il diario di Pest) pubblica nel 1928 una delle sue foto più famose, un motociclista che attraversa una pozza di acqua, anche se il formato è così piccolo che non si riesce ad apprezzarla in pieno.

1 i nomi della città di nascita di MM sono riferiti in modo diverso nelle varie biografie, comunque è sempre la stessa cittadina: Kolozsvar, secondo la pronuncia Ungherese, o Klausenburg nome tedesco, oggi il nome della città è Cluj-Napoca
2 Le fonti biografiche riportano che è il padre Lipot a cambiare nome da Mermelstein a Muncaksi, ma non è certo se questo sia avvenuto prima o dopo la nascita di Marton

1928 – 1934 Gli anni berlinesi

Nel 1928 lascia Budapest per andare a Berlino
Berlino nel 1928 è la terza città più popolosa del pianeta,il posto perfetto per permettere a MM di dimostrare la sua abilità tecnica, visto anche che la stampa illustrata tedesca è, in quegli anni, quella a tiratura più ampia del mondo.
Nel 1929 MM è in Turchia, poi in Egitto, al Cairo e in altri paesi dell’Africa. È in questo viaggio che MM scatta una delle sue foto più famose: tre ragazzi che si tuffano nel lago Tanganika.
Il suo servizio sulla Liberia. sarà pubblicato solo nel 1931 sulle riviste Die Dame e Pesti Naplo. Una di queste riviste capita nel 1932 [b] sotto le mani di Henri Cartier-Bresson, che si innamora di quella foto; HCB dirà “Ho capito all’improvviso che la fotografia poteva fissare l’eternità in un attimo”, ed è una foto che ha tenuto appesa nel suo studio per tutta la vita [c].

Nel 1931 la rivista Londinese “Modern Photography” lo include fra i 100 migliori fotografi al mondo. Sono gli ultimi mesi della repubblica di Weimar prima dell’ascesa al potere di Hitler. MM pubblica le sue fotografie per il gruppo editoriale tedesco Ullstein, in particolare su Berliner Illustrierte Zeitung (in sigla “BIZ”) ma sue foto compaiono ancora su Pesti Naplo e in Francia.
BIZ è il settimanale più importante della Germania, è diffusa in tutta Europa e nel 1928 già supera i 2 milioni di copie[d]);
Nel 1931 una gamba rotta durante una partita di calcio impone a MM una sosta forzata, ma già nel ’32 si imbarca sul dirigibile Graf Zeppelin come fotografo di bordo e raggiunge il Brasile. Alcune delle foto fatte in Brasile saranno pubblicate sulla rivista francese “Le miroir du monde”.
Per ironia della sorte nel 1933 un fotografo ebreo, MM fotografa per un settimanale posseduto da un ebreo l’ascesa al potere di Hitler: BIZ esce con un numero speciale per festeggiare “I giorni di Postnam” con le foto di MM nelle prime pagine.

soldati
Fra la fine del ’33 e l’inizio del ‘34 MM è negli Stati Uniti per un breve periodo. Scatta un servizio per Harper’sBazaar destinato a rivoluzionare il mondo della moda. Ritraendo la modella Lucile Brokaw che corre sulla spiaggia MM cambia completamente lo stile della fotografia di moda che fino a quel momento era dominato dalle algide e artificiose pose in studio di fotografi come il “barone” Alfonse De Meier, o, per usare le parole di Richard Avedon: “Ha portato il gusto per la gioia, e l’amore per le donne in quella che prima era un’arte statica e prova di allegria. È stato il primo e oggi il mondo della moda è pieno di piccoli Munkacsi, i suoi eredi.”[e]

Sempre nel ’34 ritorna in Germania, dove ancora Ullstein pubblica le sue foto. Ma ormai il partito nazista sta rapidamente “arianizzando” la stampa nazionale. La famiglia Ullstein è costretta a vendere il gruppo editoriale ad una società anonima controllata dal partito. MM riparte per gli USA, questa volta per stabilirvisi definitivamente, anche se fra il ’35 e il ’37 torna in Europa, sia in Austria che nella natia Ungheria.

1934 – 1963 Le foto di moda e gli Stati uniti

Il 18 maggio del 1934 MM sbarca a New York City dalla motonave Olimpic. Subito prima dello sbarco l’Olimpic ha urtato nella fitta nebbia la Nantucket, affondandola. MM non perde l’occasione di scattare alcune foto del naufragio e, prima ancora di sbarcare negli Stati Uniti, ha già venduto le foto al gruppo Hearst.

salto ombrello

Negli stati uniti MM è messo sotto contratto per Harper’s Bazaar. Lo ha scoperto nel ’33 e lo vuole come fotografo la dispotica direttrice di HB, Carmel Snow, poco importa se all’inizio non parla una parola d’inglese, lo renderà a breve il fotografo più pagato del mondo, ad un certo punto della sua carriera (1936[f])viene pagato da HB la cifra stratosferica di 100.000$ l’anno, questo in un periodo in cui solo l’1% dei cittadini americani guadagna simili cifre [g]. Come se non bastasse nel 1940 [h] si aggiungerà anche un ulteriore appannaggio di 4000$ al mese dalla rivista “Ladie’s Home Journal”. Ovviamente fotografa ( e viene pubblicato) moltissimo. Fotografa all’aperto; in spiaggia, nelle fattorie e perfino in aeroporto. Fotografa le stelle di Hollywood: Joan Crawford, Katharine Hepburn, Jean Harlow, Jane Russell. Il suo stile compositivo fatto di diagonali e pose dinamiche si sposa alla perfezione anche con le idee di impaginazione di Alexey Brodovitch, l’Art Director di HB, che nel novembre del ’36 compone con le foto di MM una doppia pagina altrettanto rivoluzionaria.

spread2
In questi anni MM tiene un tenore di vita lussuosissimo ed è anche molto generoso con gli amici. Il suo studio, attrezzatissimo, è in cima ad un grattacielo nell’isolato noto come “Tudor City” nel nord est di Manhattan. Nel 1939 si costruisce una villa a Sands Point. Possiede due cavalli e lui e la figlia Alika sono soliti percorrere Central Park a cavallo.
Nel ’40 l’astro di MM è al suo apice, ma il divorzio dalla moglie Gisella gli costa 100.000$ e gli alimenti. Nel 1943 Sposa la modella Helen Lazar, ma ha già avuto il suo primo attacco di cuore, ed è costretto a rallentare il ritmo di lavoro. Inoltre, il suo stile è ormai imitato da numerosi professionisti e non è più così rivoluzionario come nel ’33.
Continuerà comunque a pubblicare per Ladie’s Home Journal fino al 46 e per HB fino al ’47.
C’è un aneddoto con cui lo stesso MM spiega il termine del suo contratto con HB. Pare si sia rifiutato di fotografare il repubblicano Thomas Dewey, candidato alla presidenza degli stati uniti, con la seguente motivazione “non ho nessuna intenzione di far sembrare, con il mio lavoro, un repubblicano buono”.
Tenterà anche la carriera di scrittore, con nessun successo, e nel 1951 pubblica un libro di nudi che non ottiene né l’interesse del pubblico né della critica. Collabora anche ad alcuni film.
Nel ’48 nasce la figlia Joan.

nudo ombrello

Nel ’51 vende lo studio in Tudor City e nel ’52 la villa di Sands point, poi passerà a vendere le sue macchine fotografiche.
Un altro libro “Il favoloso mondo di Martin Munkacsi”, non vedrà mai la luce. Negli anni che precedono la sua morte è normale vederlo per i corridoi di HB elemosinare un incarico. La sua ultima foto è pubblicata da HB nel 1962[i] Per ironia della sorte ancora una volta una modella in costume da bagno fotografata sulla spiaggia, come nel primo servizio che lo rese famoso in America.
Il 13 luglio del 1963 sta seguendo un incontro di calcio a Randall’s Island (il biografo non ci dice di quali squadre). È caldo e ha esagerato con i dolci, in un momento importante del gioco pare che sia balzato in piedi e abbia scattato una foto con una Leica (e qui il dubbio su questa ricostruzione è al massimo, perché anche se aveva venduto le sue macchine fotografiche professionali era noto il suo disappunto verso le 35mm).
In quell’istante viene colto da un infarto. La situazione non appare subito gravissima, il ritardo nel soccorrerlo e una serie di problemi nel trovare un ospedale che accetti di ricoverarlo probabilmente compromettono ulteriormente le sue condizioni. Finalmente viene ricoverato al Metropolitan Hospital di Manhattan, dove muore nella notte. Il fratello lo fa seppellire nel cimitero ungherese di New Brunswick nello stato del New Jersey.
Muore praticamente in miseria il 14 luglio 1963, nel frigo vuoto del suo appartamento troveranno un piatto di spaghetti con una forchetta infilzata.

Post mortem

La vedova offre gratuitamente l’archivio fotografico di MM ad alcuni musei, ma all’epoca nessuna istituzione pubblica risulta interessata ad acquisire i suoi lavori.
L’archivio, dato per definitivamente perduto, compare in vendita nel 2007 su e- bay per la notevole somma di un milione di dollari e viene acquistato dall’International Center for Photography[j].

Solo recentemente alcune retrospettive ne stanno rivalutando l’importanza avuta nella storia della fotografia:
Nel 2007, l’International Center of Photography con una mostra intitolata “Martin Munkácsi: Think While You Shoot”; e nel 2009, alla Howard Greenberg Gallery in New York City presenta le foto di Edward Steichen insieme a quelle di Munkácsi [k]

Approfondimenti

I motivi del disinteresse per il lavoro di quello che comunque è stato uno dei fotografi più influenti del suo tempo non è chiaro. Secondo alcuni la mancanza di stampe d’epoca dei suoi primi lavori ha giocato un ruolo fondamentale. Forse se fossero state disponibili le foto vintage dell’ascesa al potere di Hitler e il MOMA le avesse potute acquisire le cose sarebbero andate diversamente.[l] Sicuramente non ha giocato a suo favore la scarsa capacità di sviluppare e mantenere una rete di rapporti con gli ambienti giusti negli ultimi anni di vita. Va aggiunta poi anche la scomparsa degli archivi personali e di quelli delle riviste per cui ha lavorato più spesso, in particolare di HB.

Quello che è certo è che nel 1962 era praticamente uno sconosciuto perfino nei corridoi di Harper’s Bazaar, dove nessuno ricordava più l’importanza del suo lavoro di trenta anni prima. La moda in fondo è il mondo dell’effimero per definizione.

La Tecnica

MM non farà mai uso di macchine di piccolo formato, rimanendo fedele alle macchine a lastra di medio formato. Non risulta infatti che sia mai sceso sotto al formato 9x12cm, almeno per il bianco-nero, mentre pare certo l’uso del formato 6x6cm per alcune foto a colori scattate negli ultimi anni.
È nota la sua affermazione “non si può andare a caccia grossa con una pistola” che però va letta anche in funzione dell’uso spinto del ritaglio che MM ha sempre fatto. Spesso ingrandiva solo una piccola parte del negativo originale. Nonostante questo sono note stampe di grandi dimensioni (30×40 cm) [m] del tutto prive di grana, a dimostrazione che anche la sua tecnica di camera oscura era sopraffina.
Per mantenere l’elevata produttività richiesta MM si portava dietro 4-5 fotocamere di vari formati, una dozzina di lenti diverse e un adeguato numero di lastre fotografiche.
È incredibilmente bravo nel fotografare gli eventi sportivi, riesce sempre a congelare il movimento nell’istante più adatto ad illustrare il fatto.
Quando gli viene chiesto di applicare questa sua abilità nelle fotografie di moda adotta la stessa tecnica e costruisce immagini prese in esterno con una tecnica da reportage e costruite su composizioni basate sempre sulle diagonali che riescono a dare alle pose delle modelle, prima statiche e pedanti, una dinamica e una leggerezza (in molte delle sue foto le modelle sono riprese mentre saltano!) che diventerà presto uno standard.

salto diagonale

Citazioni

L’approccio fotografico di MM è riassunto in un suo articolo “Think While You Shoot”, pubblicato nel 1935 su Harper’s Bazaar. Qui una breve frase estratta dall’articolo:
“Never pose your subjects. Let them move about naturally. All great photographs today are snapshots. Take back views. Take running views. Our cameras today allow us one-thousandth of a second. Pick unexpected angles, but never without reason.”

Scrive Richard Avedon nell’introduzione del libro su MM:
“È stata la mia prima lezione, e ne ho avute molte altre dopo, tutte da Munkacsi, anche se non lo ho mai incontrato. Ha portato il gusto per la gioia, e l’amore per le donne in quella che prima era un’arte statica e priva di allegria. È stato il primo e oggi il mondo della moda è pieno di piccoli Munkacsi, i suoi eredi.”
Dice Henri Cartier-Bresson della foto di MM sul lago Tanganika “Ho capito all’improvviso che la fotografia poteva fissare l’eternità in un attimo.”

entrata in acqua bambini

 

Biografia:

Quando non diversamente indicato le notizie biografiche sono tratte dal libro “Martin Munkacsi” F. C. Gundlach, Klaus Honnef ed altri, Thames & Hudson, 2006 ISBN: 9780500543306

Ulteriori Riferimenti

a Lucy Davies su: http://fashion.telegraph.co.uk/article/TMG8597512/Martin- Munkacsi-father-of-fashion-photography.html
b http://weimarart.blogspot.it/2011/05/martin-munkacsi.html
c Assuline, Pierre Henri Cartier-Bresson. Biografia di uno sguardo, Photology, 2006 ISBN: 9788888359229
d http://en.wikipedia.org/wiki/Berliner_Illustrirte_Zeitung
e Introduzione al libro su MM
f Lucy Davies op. cit.
g weimarart, op. cit
h Tratto da KULT: http://cspv.hu/kult/k1009/martin_munkacsy
i Peter Josval, http://cspv.hu/kult/k1009/martin_munkacsy
j www.icp.org
k Weimarart, op cit
l Tratto da KULT Op cit.
m MM, di T&H, pagg327-328

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immagini tratte da Millenuvole, Iconographics

About the Author: Carlo Braschi

4 Comments

  1. Rispondi Alessandro Pace

    Non conoscevo Martin Munkacsi, ma come in quel periodo degli anni Venti e Trenta – ed anche prima- molti “artisti” erano di origine magiara o Austro-Ungarica (Lazlo Moholy-Nagy, Emmanuel Radnisky “Man Ray”… spero di averli scritti giusti) ed altri… trapiantati – o nati – negli Stai Uniti. Mi ricordo solo di aver visto da qualche parte la donna con l’ombrello che salta una pozzanghera, poi la modella che salta e le copertine della rivista. Ora capisco dove molti hanno preso! Poi sul web e sui social è pieno di foto “volanti” con gli smartphone! L’idea geniale è sempre quella meno capita all’inizio e poi copiata da tutti dopo. Da considerare che in quegli anni c’erano macchie fotografiche analogiche, a rullino, dove davvero conta la tecnica e il tempismo, oltre ovviamente ad altre cose. Ma sono altri tempi….

  2. Rispondi Paolo Porto

    Ho sempre considerato m.m. un sommo.
    Un’informazione: è ancora disponibile un. Vostro catalogo?
    Paolo Porto

    • Rispondi danardi

      Salve Paolo, grazie del passaggio.
      Cataloghi veri e propri non ne abbiamo mai prodotti, non abbiamo tali velleità. Abbiamo alcune edizioni legate a celebrazioni. A cosa ti riferisci?

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